Un Ferragosto torrido - Varese Trasgressiva

Un Ferragosto torrido - Varese Trasgressiva


Capodanno, Pasquetta e Ferragosto: questa è la trinità che più detesto del calendario, dove cioè si deve per forza fare qualcosa, ci si deve obbligatoriamente divertire e, se non sei dell'umore adatto, allora passi per un guastafeste, o per un asociale. Per me, nata in Eritrea e trasferita da piccina con i genitori a Perugia, che ho fatto sempre fatica ad inserirmi e, con fatica, mi sono fatta pochi, fidati amici, queste feste sono proprio uno spauracchio da evitare, ma quando Giacomo, con il quale sto da ormai tre anni, mi assicurò che per Ferragosto di quest'anno a casa di Andrea ci saremmo stati solo noi e sua moglie Gabriella, mi lasciai convincere, attratta dalla prospettiva di una grigliata sobria e senza ansie sociali varie.
La mattina del pranzo, però, le mie insicurezze tornarono alla carica, con la mia folta zazzera riccia che non voleva farsi domare come volevo io e il vestito scelto la sera prima che, allo specchio, sembrava non essere più adatto alla mia carnagione caffelatte, tanto che stavo per dare forfait a tutti: fortunatamente ci pensò Giacomo a farmi tornare sui miei passi, grazie alle sue parole al miele, che mi calmarono dopo pochi minuti, così, alla mezza spaccata, ci presentammo alla graziosa villetta dei novelli sposi, a pochi chilometri dalla città ma già immersa in uno splendido boschetto di querce.
Ad accoglierci venne Gabriella, quel giorno magnifica, con addosso solamente un leggero vestito di lino, che metteva in risalto le sue forme; alta, slanciata e solare, se non avessi saputo che era una transessuale avrei preso per bugiardo chiunque lo avesse affermato. Sul retro, Andrea era già intento a fare un po' di brace per dare il via alla grigliata, mentre tutta una serie di antipasti era disposta sul tavolo, tanto che la nostra misera bottiglia di vino, portata per l'occasione, sembrava davvero poca cosa, anche se, a dire il vero, ce la scolammo tutti e quattro quasi immediatamente, forse per sciogliere la tensione: era, infatti, la prima volta che incontravo di persona Gabriella, anche se ne sapevo vita, morte e miracoli, compresa la sua vita sessuale, piuttosto libertina anche per i miei standard. Se io e Giacomo avevamo una relazione aperta, infatti, le storie di Andrea e la splendida trans che mi giungevano alle orecchie erano davvero sfrenate, tra orge, scambi di coppia e kink vari, che mi facevano sembrare una pivella...
Il fuoco non voleva saperne di accendersi a dovere, il padrone di casa non era proprio un asso della grigliata, e a dire il vero nessuno aveva troppa voglia di carne, gli antipasti bastavano a saziarci e, se proprio vogliamo dirla tutta, eravamo molto più intenti a saccheggiare la cantina di Andrea, con le bottiglie vuote che avevano già iniziato ad accumularsi. I due ospiti erano davvero stupendi, mi stuzzicavano non poco, ma anche io e Giacomo eravamo bene in tiro, così mi bastò uno sguardo al mio compagno per avere il via libera e sondare il terreno, forse per non essere da meno in fatto di trasgressione di Gabriella, così bella e così calda, almeno a giudicare dalle storie che circolavano su di lei... I segnali che lanciavo si fecero via via più espliciti, tra risatine maliziose, sfioramenti di mani e leggere carezze, incuranti solo a prima vista, ma interpretati più che bene dai due, che sembravano ricambiare le mie attenzioni.
Io e Gabriella eravamo sedute accanto, le nostre gambe si toccavano, la mia mano con noncuranza ne sfiorava la pelle, quando ad un tratto lei mi prese la mano e se la piazzò sulla parte superiore della coscia, mentre il suo viso si avvicinò al mio: era davvero stupenda, femminile come non mai e dai delicati lineamenti, impreziositi dalla sua pelle di porcellana. Non seppi trattenermi oltre e le diedi un bacio innocente, veloce, a cui lei rispose con uno deciso, passionale e lungo, con la sua lingua che frugò a cercare la mia, tra le esclamazioni di stupore di Andrea, che però, sono sicura, non aspettava altro...
Fu uno dei baci più caldi che abbia mai ricevuto, il primo con una transessuale, dolce come quello di una donna, ma con un tocco in più, dal sapore unico, e la cosa mi eccitò tremendamente, anche se solo quando sentii che innumerevoli mani mi stavano toccando dappertutto persi definitivamente la ragione: in quel momento, infatti, non solo Gabriella era impegnata a slacciarmi i bottoni del vestito, ma anche Andrea e Giacomo iniziarono a tastarmi, con le loro dita che scorrevano sulla mia pelle, soffermandosi sul mio viso e la mia schiena, delicatamente.
Questa selva di mani prese a spogliarmi, con una lentezza che mi esasperava, perché volevo rimanere senza vestiti il prima possibile, e solo quando finalmente mi tolsero le mutandine rosa di pizzo aprii gli occhi, ritrovandomi davanti tutti e tre, intenti a togliersi i pantaloni. Andrea, Giacomo e Gabriella si misero in piedi e mi offrirono i loro tre membri, a pochi centimetri dal mio viso. Ovviamente quello del mio ragazzo lo conoscevo bene, largo e venoso come non mai, e anche Andrea era messo piuttosto bene là sotto, ma Gabriella fu una sorpresa, un bastone come mai ne avevo visti, durissimo e davvero enorme: fu lei ad avere l'onore della mia bocca per prima, mentre delle altre due verghe si occupavano le mie mani, mai così affaccendate prima d'ora. Certo, qualche esperienza di sesso a tre l'avevo avuta, ma in quattro, beh, era tutta un'altra faccenda, serviva coordinazione e nessuna esitazione, mi stupii di riuscire a lavorarmi tre persone allo stesso tempo, con Giacomo che spingeva la mia testa sempre più a fondo tra le gambe di Gabriella, intenta a baciarsi con Andrea. Ben presto, però, la stupenda trans decise di darmi man forte e si inginocchiò accanto a me, occupandosi del mio ragazzo mentre io facevo altrettanto con il suo, in una sorta di piccantissima competizione su chi succhiava meglio, della quale i nostri giudici sembravano davvero soddisfatti... Il randello di Gabriella, però, era troppo succulento per lasciarlo da parte, per cui con la mano iniziai a masturbarlo con foga, senza staccare le labbra dall'asta e dalle succulente palle di Andrea.
Ormai ero fuori controllo, avrebbero potuto farmi davvero di tutto e io, da brava porcellina, non avrei esitato un istante, Giacomo questo sembrò capirlo al volo: mi prese, mi distese sull'ampio divano e si accovacciò sulla mia faccia, offrendomi il suo sedere da leccare, cosa mai fatta prima ma, evidentemente, anche lui era particolarmente ispirato; in tutto questo, Gabriella iniziò a penetrarmi molto lentamente, date le dimensioni del suo pezzo di carne, con l'aiuto di un lubrificante, spuntato chissà da dove, con la sottoscritta che si sentì presa per le caviglie e usata come non mai: che delizia! Mentre mi scopava, Gabriella si sporse in avanti a prendere in bocca il membro di Giacomo, ancora intento a godersi la mia lingua in posti mai esplorati prima, mentre Andrea, messosi dietro la sua compagna, prese a entrare dentro di lei, con la trans che, con una mano, si allargò per bene le natiche, facilitando il compito al compagno.
Ritrovarmi nel bel mezzo di quell'incastro, in una selva di mani, piedi, cosce, membri e labbra, impegnata a dare piacere a Giacomo e riceverlo da Gabriella, a sua volta penetrata dal compagno, mi dava una sensazione di pace e serenità, come se avessi tutto sotto controllo quando, in realtà, era tutto un fremere, un palpitare, un godere, in quel meccanismo quasi perfetto, fine solo a se stesso e al piacere di ognuno dei suoi ingranaggi.
Avrei voluto che quegli attimi non finissero mai, ma Gabriella è una tipa inquieta, sempre in movimento, come ebbi modo di scoprire quando, staccandosi da me, volle farsi prendere a pecora dal mio fidanzato, mentre io, ancora supina sul divano, iniziai a lavorarle il bastone con la bocca. Andrea, d'altro canto, non aveva nessuna intenzione di stare a guardare e volle assaggiare anche il mio, di deretano, così, aprendomi per bene le gambe, cominciò ad entrare dolcemente, attento ad essere delicato; non sono mai stata una grande fan del sesso anale, ma da quella giornata penso di aver cambiato idea, anche grazie al magistrale lavoro di mani di Andrea che, mentre mi apriva per bene il retro, con le sue grosse dita prese ad esplorarmi la passera, trovando in un baleno tutta quella serie di punti speciali che, invece, Giacomo ci aveva messo settimane per scovare.
Eccoci quindi di nuovo un tutt'uno, questa volta mischiati in una combinazione diversa, certo, ma il risultato fu lo stesso, ovvero tanti orgasmi per la sottoscritta e un mare di piacere per gli altri miei complici.
Difficile capire chi si stesse divertendo di più, in quel crogiolo di corpi, per fortuna che la casetta dei due era molto appartata, altrimenti i nostri gemiti avrebbero attirato più di un'attenzione, anche se, calda e presa dalla situazione com'ero, è probabile che avrei invitato i curiosi ad unirsi a noi, d'altronde mi stavo scoprendo snodata come non mai, soprattutto quando Giacomo mi prese e mi ripiegò su me stessa, facendomi ritrovare la testa tra le mie stesse ginocchia. Così com'ero, in balia dei suoi capricci, non opposi resistenza quando fu lui, stavolta, a entrarmi da dietro, brutalmente a differenza di Andrea, mentre Gabriella assumeva la mia stessa posizione e il suo ragazzo le riservava il mio stesso trattamento.
Come per un tacito accordo, dopo un'ora di sesso come mai ne avevo fatto, i tre miei compagni di marachelle decisero che era ora di finire, e quale miglior posto del mio viso per riversare tutto il caldo miele che avevano a disposizione, reso abbondante dall'estrema l'eccitazione di questa piccola orgia? Inutile dire che ne fui totalmente ricoperta, e fu proprio quando iniziai a ricevere i primi schizzi che provai il mio orgasmo più forte, donato dalle mie stesse mani a me stessa, incontentabile.
La carne che aveva iniziato a mettere sul fuoco Giacomo era ormai carbonizzata, ma poco ci importava, avevamo assaggiato pezzi di carne ben più succulenti e soddisfacenti quel giorno, anche se, dopo una doccia rigenerante, uscii in giardino con una fame da lupi, ritrovandomi davanti Gabriella che faceva un servizietto al mio Giacomo, mentre Andrea cuoceva uno degli hamburger più buoni che ricordi, e che non vedo l'ora di avere l'occasione di gustare nuovamente, deliziosi fuori menù compresi...

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